Lavoro in cassa integrazione

18 LUG 19
Ultimo aggiornamento: 00:12 | 19 LUG 19
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Pochi giorni fa la sorpresa dai dati Istat sul mercato del lavoro a maggio: il tasso di occupazione saliva al 59 per cento e quello di disoccupazione scendeva sotto al 10 per cento (come nel 2012). Emergeva tuttavia una contraddizione: come si spiegava un trend positivo dell’occupazione in un contesto economico stagnante? In quelle stesse ore in cui gli esponenti della maggioranza stappavano bottiglie di Prosecco (per boicottare lo champagne di Macron) il centro studi di Confindustria trasmetteva un flash sull’andamento dell’economia denso di preoccupazioni: “L’economia italiana non decolla, penalizzata da tassi sovrani alti solo nel nostro paese: l’export è poco positivo, gli investimenti in flessione, i consumi non accelerano”. Ma la pubblicazione dell’Istat aveva un diverso segno. Colpa dei soliti rosiconi oppure erano necessari approfondimenti più ampi? Pur prendendo atto dell’exploit dei dati sull’occupazione, qualche osservatore si era premurato di andare più a fondo. Enrico Giovannini, già presidente dell’Istat e ministro del Lavoro, faceva notare che in termini di ore lavorate il paese era ancora ben lontano dall’aver raggiunto i livelli pre-crisi. Le ore totali lavorate nel primo trimestre 2008, infatti, erano state quasi 11,6 miliardi. Quelle del primo trimestre 2019 un po’ sotto gli 11 miliardi. Per questo motivo, sosteneva Giovannini, tra le altre possibili considerazioni, occorreva tener conto anche dell’aumento delle ore di cassa integrazione in seguito alle numerose crisi industriali. Lupus in fabula. L’Inps ora comunica che a giugno sono aumentate (e di molto) le ore di cassa integrazione. Se quella ordinaria va tenuta sotto osservazione, è invece già preoccupante la dinamica di quella straordinaria (Cigs) che interviene nei casi di riorganizzazione, riconversione e ristrutturazione aziendale, può durare per molti mesi e di solito annuncia degli esuberi. Il numero di ore di Cigs autorizzate a giugno è stato pari a 18,8 milioni, di cui 5,2 milioni per solidarietà, rilevando un incremento del 99,8 per cento (praticamente il doppio) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio può rimettere il Prosecco in cantina.